Insta360 sempre più leader nel settore dei video a 360 gradi

I prodotti di Insta360 sono oramai tra i migliori sul mercato, stiamo parlando di una azienda specializzata nel settore del video a 360° consumer e professional.

La grande popolarità di questo brand nasce a luglio 2017 quando, in anticipo sulla concorrenza, lanciò la videocamera professionale Insta360 Pro. Tale prodotto si rivelò fin da subito rivoluzionario per la facilità d’uso e la velocità del workflow. Questo prodotto è ancora oggi uno dei più usati nel settore del video professionale (contenuti, video aziendali, real estate…).

Tuttavia gli anni passano e l’innovazione non deve fermarsi, per questo l’azienda ha lanciato sul mercato la nuova Insta360 pro 2 e la piccola action camera Insta360 One X di cui vorrei illustrarvi le caratteristiche in questo breve post.

Insta360 pro 2 (professionale con Real-time Stitchin)

Iniziamo subito con la risoluzione video di questa nuova videocamera professionale; è in grado di girare video 3D a 360° in 8K(7680 x 7680) a 30fps. Circa il 44% in più rispetto a Insta360 Pro di prima generazione. Impostando la modalità 2D in 8K, ciuscuna delle sue 6 telecamere registrerà con una risoluzione di 2860 x 2880 e una velocità di 120 mbps, niente male.

Insta360 Pro 2 può girare a 60fps in 8K mono o in 6,7K in 3D (6400 x 6400). Può anche girare video a 120fps in 4K, in 2D o 3D. In confronto, la Pro di prima generzione poteva girare a 60 fps in 4K 3D o 120 fps in 4K solo 2D.

High dynamic range; oltre a un sensore migliorato con una gamma dinamica più elevata, la Pro 2 ha una nuova modalità HDR per i video, fino a 8K 30fps in 2D. Nella nuova Insta360, la modalità HDR funziona prendendo 2 scatti in rapida successione e mixati tra loro.

Inoltre, esiste la modalità HDR per le foto, è in grado di scattare un bracket di massimo 9 esposizioni (non si sa ancora se saranno fuse automaticamente oppure salvate singolarmente). In ogni caso saranno salvate in JPG o DNG Raw.

Il team di Insta360 afferma che la gamma dinamica della Pro 2 è di 12 EV, ma non ha chiarito se si riferisce alle sole foto HDR oppure anche ai video HDR.

La Pro 2 introduce inoltre la stabilizzazione FlowState (stabilizzazione ottica dell’immagine). Questa caratteristica è difficilmente utilizzata nelle videocamere professionali a 360 gradi in gran parte a causa della difficoltà di stabilizzare più telecamere contemporaneamente.

Supporto al visore VR in 8K 3D, una vera bomba. Fino ad ora, i visori VR hanno raggiunto il limite massimo di risoluzione di 4K, con alcune eccezioni come il Visbit (che però richiede un abbonamento). Pro 2 ha un’app complementare gratuita per iOS e Android per consentire la visualizzazione di video 3D 360 in 8K su Google Cardboard e su Samsung Gear VR.

Insta360 Pro 2 integra una connessione Wi-Fi Farsight. Uno dei difetti della prima generzione di Insta360 Pro è la sua debole connessione Wi-Fi. La Pro 2, secondo l’azienda, è dotata di un Wi-Fi a lunghissima distanza, che dicono funzioni fino a 300 metri. Sicuramente è da provarne l’efficacia.

Una delle caratteristiche più famose di questa videocamera è la facilità del workflow per ottenere il video finale, con montaggio e post-produzione senza dover effettuare lo stitching video. Per l’appunto alcuni mesi fa, Insta360 ha presentato un nuovo plug-in per Premiere che consentiva agli utenti di lavorare in con i file proxy creati dalla Insta360 Pro.
Con la Pro 2, Insta360 fa un ulteriore passo avanti creando un file proxy in tempo reale e quindi editabile in premiere senza nessuna attesa. Una caratteristica davvero interessante.

Lo streaming live durante la registrazione arriva ora fino a 8K. La Insta360 Pro di prima generazione è stata l’unica videocamera che riusciva a trasmettere in streaming mentre registrava un video (che poteva essere re-stitched per una maggiore qualità). La Pro 2 ha la stessa capacità ma consente la registrazione simultanea di video 2D 8K o video 3D a 6.7k (6400 x 6400).

Infine questa camera può vantare un avvio più veloce rispetto il precedente modello (15/20 sec rispetto a 1 min della precedete versione) e presenta un modulo GPS integrato, mentre nella Pro di prima generazione era un accessorio esterno.

PREZZO: 5.590,00€

Insta360 One X

Insta360 ha presentato da poco la sua nuova action Cam, la Insta360 One X; una delle videocamere sportive più complete di sempre.

Vediamone le caratteristiche principali:

La risoluzione video è aumentata rispetto ai modelli precedenti e alla media delle camere in questo livello La One X gira video a 5760 x 2880 pixel a 30 fps.

Forse la novità principale è la modalità Super slow motion. One X può riprendere a in slow motion in 3K a 100fps o 4K a 50fps. Inoltre, con l’interpolazione software, riesce a riprodurre a 1/4 della velocità del video nativo, riuscendo a simulare un video fino a 3K a 400 fps o 4K a 200 fps. (Wooow!!!)

Un’altra caratteristica degna di nota è la stabilizzazione ottica dell’immagine. Proprio come Insta360 One, la One X è dotata di stabilizzazione a cardano, chiamata “Flowstate” che riduce notevolmente le vibrazioni non volute.
La stabilizzazione può inoltre essere bloccata nella direzione verso cui è rivolta la fotocamera. Questa modalità è molto utile, ad esempio, per il ciclismo e gli sport motoristici.

Esiste un accessorio che consente di lanciare (fisicamente) la camera verso un soggetto e creare delle riprese entusiasmanti. Una specie di aeroplanino con la videocamera montata nel mezzo, questa caratteristica prende il nome di Drift Shot.

Ovviamente non poteva mancare la modalità video HDR, che consente al sensore di acquisire immagini con un’ampia gamma dinamica.
E’ presente inoltre la sovrapposizione dei dati del GPS.
Con l’accessorio GPS Bluetooth (opzionale), si può sovrapporre la velocità, l’altitudine e altri dati come una mappa del percorso.

E’ presente il live streaming a 360 gradi con stabilizzazione in tempo reale direttamente su Facebook, YouTube e altri siti. La risoluzione del live streaming è fino a 2560 x 1280 pixel.
La One X può trasmettere inoltre in streaming in modalità non-360° in cui si può modificare la visualizzazione in tempo reale durante lo streaming live.

Come tutte le videocamere del settore, anche la One X riesce a scattare foto in HDR con 3 scatti, con intervalli di esposizione fino a +/- 4EV. Successivamente potranno essere fusi in un’unica immagine tramite l’app dedicata.

I tempi di esposizione vanno da 1/8000 a 120 secondi ed è possibile salvare gli scatti in file Raw DNG.

Extra degni di nota:

  • Qualità migliore in condizione di poca luce rispetto al modello One.
  • Wireless live preview
  • Batteria rimovibile
  • In-camera editing
  • Disponibile la custodia per le riprese subacquee
  • GPS incluso
  • Display OLED
  • Attivazione remota
  • High speed 5G Wi-Fi

PREZZO: 460,00€

Un grazie speciale a 360rumors.com


Spostare Wordpress da HTTP a HTTPS e aggiungere un redirect

In questo articolo troverete una guida semplice e chiara per poter generare un certificato SSL e spostare Wordpress da HTTP a HTTPS. Inoltre vedremo come creare un redirect 301 delle pagine HTTP del sito al sicuro HTTPS.

Introduzione

La sicurezza informatica è ormai fondamentale per il funzionamento del web, è un argomento scottante, ci sono sempre più siti, sempre più utenti e purtroppo sempre più truffe.

Se stai leggendo questo articolo senz’altro ti sarai chiesto “…perché devo generare un certificato SSL e usare l’https per il mio sito? …è già sicuro, non è un e-commerce e non voglio fregare nessuno”.
Purtroppo però, i cyber utenti del tuo sito questo non lo possono sapere e nemmeno i motori di ricerca (ne esistono altri oltre Google?).
Google allora, direi giustamente, da Gennaio 2017 ha deciso di spingere i gestori delle pagine web ad adottare in ogni caso il protocollo https, premiando questi siti e posizionandoli per primi nella graduatoria del suo motore di ricerca.

Dunque la risposta alla vostra domanda sul perché utilizzare l’https per qualsiasi sito, indipendentemente dal fatto che sia o non sia un e-commerce o integri o meno moduli di scambio di informazioni è, oltre alla maggiore sicurezza, il piazzamento sul motore di ricerca e la visibilità del sito stesso.

“Perché lo ha deciso Google” mi sembra un motivo sufficiente, un po come qualche anno fa decise di penalizzare tutti i siti non mobile friendly (ps: date un occhiata alle pagine ottimizzate AMP).

In ogni caso, nei prossimi mesi, utilizzando il browser Google Chrome, tutti i siti web con protocollo HTTP saranno segnalati con un avviso rosso di pericolo all’apertura, invitando l’utente ad allontanarsi e a non proseguire la navigazione.
Perciò è molto importante non prendersi all’ultimo e aggiornare il proprio sito il prima possibile.

Riconoscere un sito sicuro

Su Chrome lo si riconosce dalla scritta verde “Sicuro” che trovi prima della url, che inizia appunto con https, o dal simbolo del lucchetto chiuso presente anche in altri browser.

Creare un certificato SSL

La procedura più semplice è quella di richiedere un certificato SSL direttamente al gestore dell’hosting del sito. In questo modo la procedura di generazione e installazione verrà fatta in automatico e senza complicazioni.
Attualmente molti hosting forniscono un certificato SSL DV (Domain Validation) completamente gratuito (va benissimo per la maggior parte dei siti).

Se invece avete esigenze particolari e/o volete richiedere certificati più sicuri (SSL OV, SSL EV) dovrete farne specifica richiesta al fornitore dell’hosting o a gestori di certificati come startcomca.com con costi sicuramente più elevati.

Ad esempio Aruba fornisce il servizio di generazione e installazione di un certificato SSL DV in modo gratuito e quasi automatico.

Impostare Wordpress per l’https

 

La procedura è molto semplice, basterà andare in Impostazioni/Generali di Wordpress e correggere l’URL nel campo “Indirizzo WordPress” e “Indirizzo sito” con l’https prima del sito, come nell’immagine d’esempio qui sotto.

Dopo aver salvato le modifiche vi verrà chiesto di procedere nuovamente al login di Wordpress per concludere la configurazione.

Ora Wordpress è impostato correttamente per usare l’https ma non per reindirizzare tutti gli utenti ad usare la connessione sicura, quindi se ad esempio il sito è già indicizzato e il motore di ricerca rimanda ad una pagina preesistente in http, l’utente rimarrà su tale connessione.

Aggiungere un redirect alle pagine in HTTPS

Procedura manuale

La procedura manuale è un po complessa. Bisogna modificare il file .htaccess che si trova nella cartella base del sito e aggiungere queste righe di codice:

Oppure queste righe se il server utilizzato dal proprio sito è nginx (molto meno usato):

Ricordatevi ovviamente di sostituire l’URL con quello del vostro sito.
Per effettuare tale operazione dovrete usare un client ftp come ad esempio Filezilla per scaricare e caricare il file .htaccess sul sito e un editor come Sublime Text per modificarlo, entrambi disponibili gratuitamente.

Procedura semplificata, utilizzando un plugin (CONSIGLIATA)

Probabilmente stiamo usando Wordpress proprio perché ci consente di creare un sito web senza avere particolari competenze informatiche e poter sfruttare gli innumerevoli plugin esistenti che ci permettono di fare più o meno tutto.
Questa operazione non è da meno, esistono moltissimi plugin che funzionano egregiamente.

Tra quelli che ho testato vorrei consigliarvi questo: Really Simple SSL

Dopo l’installazione vi basterà andare in Impostazioni/SLL per poter configurare il redirect in modo semplice e veloce.

Nella pagina Proprietà del plugin troverete tutte le opzioni che vi serviranno.

Io vi consiglio di selezionare:

  • Sostituisci automaticamente il contenuto misto (vi aiuta a non avere link che rimandano a pagine http);
  • Enable 301 .htaccess redirect (attiva il redirect 301 dal file .htaccess, in pratica esegue in automatico la procedura manuale descritta qui sopra).

ATTENZIONE: Il redirect 301 sul file .htaccess è sicuramente il più performante ma potrebbe non essere supportato dal vostro server, in tal caso dovrete usare l’opzione “Abilita javascript al reindirizzamento a SSL” oppure “Enable WordPress 301 redirection to SSL” per utilizzare il redirect rispettivamente in Javascript o interno a Wordpress.

Se attivando l’opzione “Enable 301 .htaccess redirect” il vostro sito dovesse diventare inaccessibile non disperatevi, semplicemente quel tipo di redirect non è supportato dal vostro server. Dovrete dunque disabilitarlo manualmente. Per farlo seguite questi semplici step:

  1. Aprire un Client FTP come Filezilla,
  2. Aprire il file .htaccess contenuto della cartella base (root) del sito con un editor come Sublime Text,
  3. Cercare la riga contenente questo testo # BEGIN rlrssslReallySimpleSSL,
  4. Rimuovere tutte le righe tra # BEGIN e # END e  salvare,
  5. Prevenire che il plugin riscriva quelle righe in automatico:
    Aprire il file wp-config.php contenuto della cartella base (root) del sito con un editor come Sublime Text,
    Aggungere in cima al file, appena dopo <?php la seguente riga:
    define( ‘RLRSSSL_DO_NOT_EDIT_HTACCESS’, TRUE ); e salvare il file.
    Entrare nel pannello di controllo di wordpress, andare su Impostazioni/SLL e togliere la spunta dall’opzione Enable 301 .htaccess redirect e usare un altro metodo di reindirizzamento.
    Ora si possono rimuovere senza problemi le modifiche affettuate al file .htaccess e wp-config.php.

Monitorare il sito HTTPS su Google Search Console

Dopo aver completato le operazioni descritte in questo articolo dovrai aggiungere il sito HTTPS alla tua Google Search Console, anche se il tuo sito HTTP è già monitorato.

Search Console infatti, gestisce HTTP e HTTPS separatamente, non condividendo i dati relativi a tali proprietà. Pertanto, avendo pagine che adottano entrambi i protocolli, bisogna indicare una proprietà Search Console distinta per ciascuno di essi.

Per saperne di più: LINK


Videocamere 360 gradi (3D), le novità del 2017

In questo articolo troverete le principali videocamere a 360 gradi (semiprofessionali o professionali, 3D e non) che vedranno la luce nel corso del 2017.Leggere di più


I migliori strumenti per testare la velocità di un sito web

Google dichiara che “gli utenti sono cinque volte più propensi ad abbandonare un sito non ottimizzato per i dispositivi mobili” e considerato che oramai più del 50% delle ricerche sul web viene eseguito da un dispositivo mobile è sempre più indispensabile che tecnicamente e graficamente sia ottimizzato alla perfezione.

Inoltre, avere un sito web performante significa attuare una pratica SEO di successo, in quanto i motori di ricerca prediligono siti web veloci e immediati.

In questo articolo voglio elencarvi alcuni tra i migliori tools gratuiti per testare la velocità, l’ottimizzazione e l’usabilità di un sito web.

1. Google TestMySite (o PageSpeed Insights)

Forse il migliore tool gratuito disponibile in rete, crea un report personalizzato suddiviso per dispositivo di visualizzazione (inviato anche tramite email). Considerando che la stessa Google dovrà indicizzare il nostro sito, va considerato uno strumento essenziale per ogni webmaster.

2. GT Metrix

Uno dei migliori insieme a quello di Google. Fornisce un report molto preciso e utilizza contemporaneamente due diversi tools: Google PageSpeed Insights (descritto qui sopra) e YSlow, un servizio ufficiale creato da Yahoo!

3. WebPageTest

Permette di selezionare il server più vicino per eseguire il test e un browser di riferimento per poter comparare i risultati con tutti i browser utilizzabili dagli utenti.

4. Dotcom-Monitor

Ottimo strumento che permette di testare un sito web automaticamente da diversi server diffusi in tutto il mondo. Fornisce un report dettagliato sugli elementi migliori e peggiori individuati nel codice del sito.

5. Pingdom Website Speed Test

La peculiarità di questo tool è la possibilità di ricevere consigli su come migliorare il sito web analizzato. Funziona bene, è semplice ma molto funzionale.


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